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Generazione Y

 

 

Nel 2020, più di un terzo della manodopera mondiale sarà rappresentato dalla generazione dei millennial, le persone nate tra il 1982 e il 1996. Per capire come pensano alla carriera i giovani di questa generazione, Manpower ha realizzato un ampio sondaggio coinvolgendo 19 000 di loro in 25 paesi. I risultati ottenuti sono oggetto di numerose pubblicazioni, la prima delle quali è dedicata alla generazione millennial al lavoro in vista del 2020 e la seconda al tipo di carriera cui aspirano gli Y.

 

Generazione millennial e carriera: una visione per il 2020

Generazione Y: una carriera che fa per me

6 consigli per attrarre e fidelizzare i millennial

Nel 2020 più di un terzo della popolazione attiva nel mondo sarà rappresentato dalla generazione Y. Le risposte ai quesiti posti agli appartenenti a questa generazione, i cosiddetti millennial, hanno permesso di rilevare alcuni elementi chiave che possono aiutare le aziende ad attrarli, a sostenerli nella loro crescita professionale e a fidelizzarli – poiché i millennial possiedono numerosi talenti e sono determinati e fiduciosi nel futuro.

Offrire una sicurezza per la loro carriera dimostrandogli di trovarsi nel posto giusto per il miglioramento della loro occupabilità

dimostrandogli di trovarsi nel posto giusto per il miglioramento della loro occupabilità

Secondo lo studio, sono numerosi (77%) gli appartenenti alla generazione Y a pensare che lo sviluppo di competenze occuperà a pieno titolo un posto importante durante l’intero arco della loro carriera. Più di due terzi di essi sono disposti a dedicare il proprio tempo libero e/o denaro ad attività di perfezionamento professionale e a corsi di formazione continua. Solo il 7% dichiara di essere poco interessato a un percorso formativo. 

Le nostre raccomandazioni

Dimostrare loro che restare all’interno dell’azienda possa apportare benefici alla loro crescita professionale. Fornire esempi concreti di dipendenti aziendali che hanno fatto carriera grazie alla formazione e all’apprendimento sul campo. Spronare i millennial affinché restino occupabili nel lungo termine. I datori di lavoro devono riconoscere e ricompensare la capacità di apprendimento dei propri collaboratori, ma al contempo coltivarla affinché il personale possa disporre sempre di alcune competenze essenziali.

Privilegiare la varietà e la mobilità della carriera

Non saltano da un lavoro all’altro come qualcuno vorrebbe farci credere. Il più delle volte si aspettano di fare carriera presso un unico datore di lavoro e ricevere nuove opportunità dal loro attuale datore di lavoro. In Svizzera, il 67% dei millennial intende continuare a lavorare presso l’attuale datore di lavoro sia nel breve che nel lungo periodo. Tuttavia, quando viene loro chiesto quale sia la “giusta” permanenza in una determinata posizione lavorativa prima di essere promossi o di cambiare lavoro, il 54% ha dichiarato “meno di due anni”, mentre il 19% ha dichiarato “meno di 12 mesi”, a conferma del loro desiderio di affrontare nuove sfide e del loro modo di considerare la carriera come un “portafoglio” di diversi impieghi.

Le nostre raccomandazioni

Creare opportunità che consentano ai millennial di lavorare a diversi progetti e con team differenti al fine di far condividere esperienze e di creare contatti all’interno dell’intera organizzazione. Soddisfare la loro esigenza di nuove opportunità per evitare che le cerchino altrove. Ribadire l’importanza della crescita professionale e non solo della promozione, per creare un portafoglio di competenze ed esperienze.

Confrontarsi regolarmente con i propri dipendenti

Se da un lato i millennial danno priorità alla sicurezza del lavoro a tempo pieno, dall’altro desiderano anche costanti cambiamenti, nuove sfide e una crescita professionale. Essendo cresciuti in un mondo contraddistinto da ritmi sostenuti e basato sulla condivisione, sulla valutazione e sul feedback immediato, si approcciano alle loro carriere con la medesima prospettiva. In questo contesto, le valutazioni annuali sembrano essere un po’ superate anche se la maggior parte delle aziende adotta questo modello. Lo studio rivela che più della metà degli appartenenti alla generazione Y preferirebbe ricevere un feedback sul lavoro svolto e sulle loro prestazioni al termine di ciascun progetto o in modo continuativo sui progetti in corso. Inoltre ben il 90% preferisce i colloqui di persona rispetto al 3% che predilige gli scambi a distanza, mediante teleconferenza (via Skype o Facetime).

Le nostre raccomandazioni

Confrontarsi regolarmente con i millennial in merito al loro percorso professionale e di crescita.Focalizzarsi sugli obiettivi a breve termine e sugli strumenti adottati per raggiungerli piuttosto che sulle valutazioni annuali. Usare queste conversazioni per esplicitare il modo in cui il loro lavoro attuale migliorerà le loro prospettive di carriera e la loro occupabilità nel lungo periodo.

Apprezzare i millennial

Considerazione e affermazione di sé sono aspetti importanti per i millennial. In Svizzera, il 58% di essi si dichiara pronto a lasciare il lavoro attuale qualora vi fosse una mancanza di apprezzamento. Quando iniziano a considerare altre opportunità, diventano rilevanti anche altri aspetti come il salario, le gratifiche e la mancanza di opportunità. 

Le nostre raccomandazioni

Mantenere un approccio proattivo, proporre frequenti occasioni di scambio personale e incoraggiare l’autostima. Trovare nuovi canali che incoraggino il riconoscimento e la condivisione con i manager e i colleghi. Si tratta di un metodo economico ed efficace per motivare le persone nel proprio ruolo. Inoltre ciò permette all’azienda di ottenere informazioni dirette sulle aspettative dei propri collaboratori, garantendo così dei vantaggi per tutti.

Accettare il concetto di carriera a tappe ed essere flessibili

I millennial prevedono di lavorare più duramente e più a lungo rispetto alle generazioni precedenti; già si aspettano quindi un percorso lavorativo più variegato e con più interruzioni. L’84% prevede delle interruzioni lavorative rilevanti, a sottolineare il fatto che le carriere a tappe stanno prendendo il posto delle progressioni lineari delle generazioni precedenti. Il 92% degli svizzeri appartenenti alla generazione Y prevede di fare delle pause superiori a quattro settimane nel corso della propria vita professionale soprattutto per ragioni di natura personale, sia per prendersi cura degli altri sia per ritagliarsi del tempo per se stessi.

Le nostre raccomandazioni

Prevedere in anticipo le interruzioni per motivi personali ed essere consapevoli che queste vanno al di là delle classiche motivazioni legate a nascite, lune di miele e assistenza ai propri cari. Riconoscere che nel corso di carriere di lunga durata le pause per aggiornarsi e ricaricarsi sono fondamentali.Accettare l’idea di carriere a tappe e considerare le interruzioni quale componente di ogni cultura aziendale. Essere espliciti sul tipo di flessibilità che si può offrire e agevolare il ritorno al lavoro dei lavoratori. 

Essere aperti a modelli di lavoro alternativi

I millennial sono disposti a fermarsi e a essere fermati. Anche se preferiscono il lavoro a tempo pieno, oltre un terzo dichiara di essere pronto ad accettare in futuro nuove modalità di impiego: freelance, lavori occasionali (gig work) o carriere basate su diverse attività lavorative. Anche il lavoro autonomo rappresenta una possibilità allettante per il futuro. La loro accettazione della precarietà e l’apertura a nuovi modi di lavorare porterà a una trasformazione della mentalità dei datori di lavoro che saranno chiamati a una maggiore flessibilità e a un lavoro più diversificato sulla base di modelli alternativi in fase di sviluppo.

Le nostre raccomandazioni

I millennial tendono a preferire il lavoro a tempo pieno, ma molti sono disposti ad accettare anche alternative come il part-time, l’attività da freelance o lo svolgimento di più incarichi. Adottare alcuni degli aspetti allettanti di questi nuovi modelli: maggiore flessibilità rispetto al luogo, all’orario e ai metodi di lavoro e una più ampia varietà di progetti per motivare maggiormente e trattenere in azienda i millennial.